Cos’è la
Fotobiomodulazione?
Parlare il linguaggio delle cellule, fare una terapia intelligente.
Il codice chimico segue un codice informazionale.
Le informazioni portate da frequenze specifiche della
luce, attivano specifici processi biochimici, la
conoscenza dei meccanismi d’azione apre nuovi
scenari nel settore della salute e del benessere
Introduzione
Lo scienziato Tedesco Fritz Albert Popp dimostra l’esistenza dei biofotoni, fotoni di luce emessi dalle cellule per comunicare. Oggi è possibile utilizzare la luce emessa dal corpo umano per fare diagnosi energetica o la luce emessa da strumentazione specifica per fare terapia.
Fotobiomodulazione
che cos’è
Con il termine fotobiomodulazione si intendono tutte le tecniche, come cromopuntura, cromoterapia, fotostimolazione, che utilizzano frequenze della luce visibile per indurre risposte bio-fisiche e di conseguenza bio-chimiche nell’organismo, al fine di produrre salute e benessere.La luce può essere emessa da lampade ad incandescenza, LED o laser(LLLT low-level laser therapy), si impiega luce ad onda continua o pulsata, nel caso in cui sia necessario erogare quantità maggiori di energia, più in profondità nei tessuti.
Accanto alla luce visibile, talvolta vengono utilizzate anche frequenze specifiche nell’ultravioletto UV, vicino infrarosso NIR e lontano infrarosso FIR.
Una singola esposizione alla luce attiva segnali che continuano ad agire per ore, giorni o mesi, il segnale di luce trasmesso non conclude la propria azione nel momento in cui la fonte luminosa viene allontanata dal corpo, ma attiva processi bio-fisici e bio-chimici che continuano nel tempo.
La luce che cura:
Terapia con frequenze della luce
Ogni frequenza della luce attiva finestre specifiche, per esempio, secondo la cromopuntura di Peter Mandel frequenze dell’arancione regolano l’asse endocrino, il giallo agisce sul circolo funzionale
fegato-bile, il rosso/arancio sul circolo funzionale Rene-Vescica, il blu/viola sul circolo funzionale Milza-Pancreas-Stomaco, verde/turchese sul circolo funzionale Polmone-intestino crasso, viola
(o UV a 370nm) sul circolo funzionale Cuore-Intestino tenue.
Oggi la maggior parte degli studi scientifici sono relativi all’impiego delle frequenze del rosso ed IR, sia LED che Laser.
Azione della luce rossa (630-660 nm) per ottimizzare le funzioni cerebrali
Angiogenesi
Aumento del flusso sanguigno ed ossigenazione del cervello
Assorbimento edemi
Neurogenesi
Sinaptogenesi
Drenaggio linfatico della glia
Attività anti-apoptosi
Attivazione enzima antiossidante SOD
Attivazione neurotrofine
Azione anti-infiammatoria
Sono stati pubblicati i primi articoli sull’impiego della PBM su Alzheimer, Parkinson, demenza senile.
Azione Longevity
- Nuove scoperte evidenziano che specifiche frequenze nel range del rosso, inibiscono l’accorciamento dei telomeri.
- la luce rossa è in grado di penetrare in profondità nel corpo umano, crea un effetto biochimico nella cellula che induce un aumento della funzione mitocondriale, ottimizzando la produzione di ATP nel corpo. Ciò si traduce in maggiore energia a disposizione.
- La fotobiomodulazione con frequenze del rosso (630-660 nm) ha capacità di ridurre le rughe stimolando la sintesi di collagene intradermico, oltre alla maggiore proliferazione cellulare, si ha anche una migliore migrazione e adesione.
- Parallelamente migliora la microcircolazione e, per esempio, sul trattamento del cuoio capelluto, permettendo lo sviluppo di nuovi capillare, migliora il trofismo dei capelli, contrasta la caduta.
- Aumento delle funzioni cerebrali e stimolazione della neurogenesi.
La luce che cura
Disturbi del comportamento
Singoli trattamenti di biofotomodulazione hanno un effetto anti-depressivo, riducono l’ansia e la percezione dello stress. Buoni risultati sono stati ottenuti nel trattamento delle dipendenze da oppioidi migliora la qualità del sonno. Recenti studi evidenziano risultati molto soddisfacenti nel trattamento dell’ ADHD, disturbo da deficit di attenzione ed iperattività. Anche l’autismo o disturbo dello spettro autistico (ASD) viene trattato con la fotobiomodulazione, con riduzione rilevante del comportamento non conforme, della rigidità comportamentale e cognitiva, con un significativo un miglioramento della capacità di attenzione e della qualità del sonno.
Aumento delle funzioni cerebrali
La stimolazione transcranica aumenta le funzioni cerebrali, con miglioramento cognitivo ed emozionale. Sono stati pubblicati i primi articoli su biofotomodulazione con impiego di frequenze del rosso NIR per trattare Alzheimer, Parkinson, demenza senile. Al di là della stimolazione transcranica può essere utile anche stimolare zone riflesse di interesse (per esempio zone riflesse del corpo calloso, encefalo, midollo spinale). Recenti scoperte evidenziano l’attività di neurogenesi, soprattutto nella zona dell’ippocampo, con miglioramento della memoria.
La luce che cura
Rigenerazione dei tessuti
Le lunghezze d’onda del rosso (630/ 660 nm) accelerano la riparazione delle ferite e delle cicatrici, riducendo i tempi di guarigione sia di ferite post-intervento che di ferite da infortunio. Il processo di rigenerazione dei tessuti attraverso frequenze della luce, riguarda anche ulcere, piaghe da decubito, ustioni. Le stesse frequenze agiscono anche sulle cicatrici e cheloidi. Molti studi sono ancora in corso, nei più diversi ambiti, facendo ipotizzare uno sviluppo trasversale dell’impiego delle frequenze della luce per garantire salute e benessere.
Aumento dell'energia
La somministrazione di frequenze specifiche di luce nel range del rosso ed IR, permette l’attivazione di ATP, la molecola dell’energia prodotta dai mitocondri all’interno della cellula. Ciò determina una maggiore energia a disposizione del sistema, con la percezione di accusare meno stanchezza. Ottimizzazione dei cicli circadiani, con una maggiore energia durante la giornata ed un buon sonno ristoratore durante la notte.
La luce che cura
La luce che cura
Salute degli occhi
Una pubblicazione italiana, dell’Ospedale San Raffaele, evidenzia che la PBM sia una nuova terapia in grado di rallentare la progressione della degenerazione maculare secca, stimolando la funzione della retina attraverso l’utilizzo di luce rossa ed IR.
Ipotesi sul meccanismo d’azione: la luce trasmessa interagisce con i cromofori cellulari, determinando un miglioramento delle funzioni mitocondriali, con aumento di ATP, riduzione dello stress ossidativo e dei processi infiammatori, riparazione cellulare e rigenerazione dei tessuti.
La luce che cura
Aumento della densità ossea
L’impiego della luce rossa 630-660nm e NIR contrasta l’osteoporosi con un miglioramento della densità minerale ossea e delle proprietà biomeccaniche.
Anche le fratture hanno un miglioramento grazie all’effetto di osteogenesi.
La fotobiomodulazione (PBM) è emersa come un promettente approccio terapeutico per artrite reumatoide ed osteoartrite. La PBM riduce efficacemente l’infiammazione utilizzando la luce vicino all’infrarosso emessa da laser o LED.
Anche in questi casi, l’attivazione dell’attività mitocondriale, la produzione di ATP e riduzione dello stress ossidativo e dei processi infiammatori, riparazione cellulare e rigenerazione dei tessuti permette di raggiungere risultati inaspettati nel miglioramento delle patologie degenerative dell’apparato osteoarticolare.
Antonia Di Francesco
Direttrice Scientifica IOMED
Docente di Psicosomatica, Fiori di Bach, Cromopuntura, Tecniche di misurazione del campo energetico umano.
Ideatrice e conduttrice dei Quantum-Lab, percorsi di evoluzione personale.
Docente di Medicina Vibrazionale, Cromopuntura e Cromoterapia nel Master in Medicina Naturale e Scienze Naturopatiche, Facoltà di Medicina e Chirurgia Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”
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